carbossiterapia-costi-benefici-controindicazioniDi alcuni trattamenti si è detto della loro esuberante attualità.
La carbossiterapia, viceversa, ha una storia centenaria nascendo agli albori del secolo scorso, precisamente nel 1930 in Francia, nell’ambito della medicina termale, dove l’anidride carbonica veniva (e viene) utilizzata nella terapia dei disturbi connessi a una difficoltosa vascolarizzazione dei tessuti.

Carbossiterapia: in cosa consiste

La carbossiterapia consiste nella somministrazione, per via sottocutanea, di anidride carbonica (CO2) medicale, un gas inodore, incolore e atossico, al fine di combattere specifiche patologie come pure taluni inestetismi.
Nel corso dell’ultimo ventennio si è nientemeno conquistata un ruolo rilevante in svariati settori clinici, quali la flebologia, la dermatologia, la medicina estetica.

In medicina estetica, ambito che più ci riguarda, la carbossiterapia viene adoperata per il trattamento delle pannicolopatie (cellulite), specialmente quelle dovute a una microangiopatia da stasi, come pure nelle adiposità localizzate riguardanti addome, fianchi, glutei e cosce, nonché per eliminare le smagliature recenti.
(Fra i vari trattamenti dotati d’effetto lipolitico ricordiamo anche la liposuzione, la cavitazione, la criolipolisi).

La carbossiterapia esplica una duplice azione lipolitica: diretta, dovuta all’azione meccanica del flusso di gas il quale, rompendo le membrane delle cellule adipose, provoca la fuoriuscita di acidi grassi, riducendo in tal modo gli accumuli di grasso localizzato, e indiretta, derivante dall’attivazione di alcuni enzimi, tra cui le lipasi intradipocitarie.
Già dopo le prime sedute, dunque, si potrà constatare l’attenuarsi delle smagliature e della pelle cosiddetta a “buccia d’arancia”.

Tuttavia l’azione della carbossiterapia non si limita a questo, ma svolge anche una funzione anti-età, essendo in grado di migliorare l’idratazione, la luminosità, la compattezza e l’elasticità della pelle, con evidente riduzione delle rughe e della lassità cutanea.
In questo caso la carbossiterapia agisce su due specifici fronti: da un lato, la sua azione vasodilatatrice determina la riapertura dei capillari chiusi ripristinando il microcircolo, incrementando così l’ossigenazione tissutale.
Dall’altro, incentiva i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina.
Ne consegue un miglioramento nel processo di rigenerazione cellulare e un incremento di turgore, luminosità ed elasticità della cute.

Carbossiterapia: trattamento

Per prima cosa il medico estetico avrà cura d’impostare sull’apparecchiatura i valori di anidride carbonica da erogare e la stessa velocità d’erogazione, in base al risultato che intende conseguire, ma anche in maniera d’arrecare al paziente il minor disagio possibile; il gas verrà iniettato nel derma o sottocute tramite l’utilizzo di un sottilissimo ago connesso all’apparecchiatura.
Il trattamento non necessita d’alcun genere di anestesia.
L’anidride carbonica iniettata determinerà nella cute un leggero gonfiore della durata di qualche secondo, ed è esattamente in questo lasso di tempo che avverrà la vasodilatazione, con elevato richiamo d’ossigeno che agevolerà la riattivazione cellulare.

La carbossiterapia è da considerarsi un trattamento sicuro, dal momento che l’anidride carbonica ad uso medicale adoperata è pressoché identica a quella che si produce abitualmente con la respirazione: inoltre viene riassorbita nel giro di qualche minuto per via ematica ed eliminata con la respirazione.
Pertanto è da escludere il rischio di emboli gassosi
Sicurezza, certo, a condizione che le apparecchiature che emanano la CO2 siano quelle riconosciute e certificate dal Ministero della Salute e che gli aghi adoperati siano monouso e sterili.

Carbossiterapia: effetti collaterali

Tra gli effetti collaterali più comuni, perlopiù di modesta entità, abbiamo:
Arrossamenti e gonfiori, destinati a scomparire in un paio di giorni.
Sensazione di calore o formicolio nel punto in cui viene effettuata l’iniezione, e tuttavia di breve durata
Dolore comunque modesto e di breve durata.
Lividi ed ecchimosi che compaiono in circa 1/ 3 dei pazienti. Si tratta, comunque, di una reazione comune destinata a risolversi in pochi giorni.
Sensazione di gambe pesanti dovuta alla vasodilatazione. La sua durata non va oltre qualche ora.

Carbossiterapia: controindicazioni

Pur trattandosi di una metodica poco invasiva e dai modesti effetti collaterali, la carbossiterapia è assolutamente sconsigliata in gravidanza e nei soggetti affetti da cardiopatie, diabete, anemie gravi, ipertensione arteriosa, insufficienza respiratoria, insufficienza renale, insufficienza epatica, embolie, gangrena gassosa, ictus cerebrale pregresso, trombosi arteriose, flebo trombosi.
Controindicazioni possono anche venire dall’assunzione di taluni farmaci sull’impiego dei quali il medico avrà cura d’indagare prima del trattamento.

Carbossiterapia: costi

Le sedute, solitamente una o due a settimana, variano dalle 6 alle 10 in totale a seconda della patologia da trattare.
Ogni seduta ha una durata di circa 15-20 minuti e il costo può oscillare dagli 80 ai 150 euro, in considerazione dell’area trattata, del tipo di problema e del centro presso cui viene eseguito il trattamento.

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