Se pensi che il tuo punto debole siano glutei e cosce, non disperarti: sei in buona compagnia. Sono tanti, soprattutto donne, che accumulano grasso su gambe e glutei. Perdere peso solo in alcune zone selezionate è molto difficile. Ma facendo le giuste scelte alimentari, qualcosa si può fare.

L’accumulo di adipe nella zona dei glutei e del femore è dovuta principalmente all’azione degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. E’ raro infatti trovare uomini che accumulano grasso in queste zone e che  soffrano di cellulite. Le cellule adipose di glutei e delle gambe rispondono all’azione degli estrogeni impedendo la lipolisi, ovvero la reazione chimica che scinde le molecole di grasso. Quando il livello di estrogeni cala fisiologicamente, come nella menopausa, cambia anche la distribuzione di grasso. Sarà più facile quindi accumulare grasso sulla pancia piuttosto che sui fianchi. Non a caso gli uomini, avendo bassi livelli di estrogeni, accumulano più facilmente grasso sul tronco che su glutei e gambe.

La buona notizia è che l’accumulo di grasso nella parte bassa del corpo, che da al corpo una forma “a pera”, NON è un fattore di rischio cardiovascolare. Bisogna preoccuparsi molto di più se invece si ha la pancia prominente, la forma “a mela”. Il giro vita è la misura che meglio predice l’accumulo di adipe pericoloso per la salute, quindi è più importante fare attenzione a questo parametro rispetto al peso nel suo totale.

Perdere peso in maniera localizzata non è facile, bisogna innanzitutto mettersi nell’ottica di perdere peso in generale. Sicuramente un’alimentazione equilibrata accompagnata da attività fisica è la base da cui partire. Le cellule adipose accumulano grasso grazie al segnale dato dall’ormone insulina. Quelle di gambe e glutei più difficilmente rilasciano grasso se il segnale portato dall’insulina è presente. L’insulina viene secreta dal pancreas in risposta principalmente all’ingestione di zuccheri, farine e altri prodotti raffinati. Tra questi il pane bianco, il riso brillato, il mais e le patate. Anche latte e latticini stimolano fortemente il rilascio di insulina, anche se non alzano significativamente il livello di zuccheri nel sangue.

Per iniziare a stabilizzare il rilascio di insulina bisogna quindi:

  1. Ridurre il consumo di farine raffinate a favore di prodotti integrali, grani antichi, chicchi interi
  2. Non eccedere nel consumo di patate, mais, gallette di mais, gallette di riso
  3. Evitare patatine, merendine e altri prodotti industriali. L’elevato contenuto di sale di questi prodotti può peggiorare un eventuale problema di ritenzione idrica e di cellulite.
  4. Ridurre il consumo di latte. E’ possibile sostituirlo con latte vegetale, tè, caffè d’orzo, tisane.
  5. Ridurre il consumo di latticini. Per iniziare, consumare formaggi solo se presenti come ingredienti per altre preparazioni. Un cucchiaio di formaggio grattuggiato sul primo piatto è consentito, se proprio indispensabile. Se non sai cosa mangiare, i legumi sono un’ottima alternativa: via libera a zuppe, polpette, polpettoni, piatti asciutti, hummus di ceci. I legumi sono un alimento molto versatile, quindi si possono adattare a tantissime situazioni.

Attenzione particolare merita la prima colazione. In Italia infatti la colazione è prevalentemente dolce. Da un lato il dolce aiuta ad iniziare la giornata con più carica. Ma dall’altro la quantità di zuccheri assunti già dalla prima mattina è considerevole. Non solo, ma lo zucchero chiama altro zucchero: una colazione troppo dolce infatti facilmente provocherà un calo di zuccheri a metà mattina. La conseguenza sarà la ricerca di altro zucchero. E così via in un susseguirsi di picchi e di cali di zuccheri.

Ecco alcune strategie per ridurre il carico di zuccheri a colazione:

  1. Sostituire le fette biscottate con del pane integrale
  2. Evitare i biscotti a colazione, se non sono a basso contenuto di zuccheri
  3. Scegliere cereali senza zuccheri aggiunti.
  4. Usare dolcificanti naturali come frutta fresca, uvetta, latte vegetale, evitando lo zucchero, anche di canna, e il miele
  5. Scegliere marmellate senza zuccheri aggiunti. Il dolcificante utilizzato dovrebbe essere succo di uva o succo di mela. Attenzione però: se prepari in casa le marmellate, è comunque bene aggiungere una certa quota di zucchero per conservare al meglio il prodotto.
  6. Hai mai pensato alla colazione salata? Ad esempio pane e olio, farinata di ceci, un uovo strapazzato.

Per una corretta valutazione del proprio fabbisogno nutrizionale e per una strategia personalizzata, è sempre bene rivolgersi ad un dietologo o ad un nutrizionista.

Biologa Nutrizionista di Milano
Se vuoi prenotare una visita con me controlla la disponibilità sul Calendario Prenotazioni

Recent Posts

Leave a Comment

grasso sulla schiena cause rimediapporto proteico sportivo