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Il latte è un alimento completo, da sempre associato all’idea di salute e benessere. Ottima fonte di calcio altamente biodisponibile, a suo sfavore invece viene discussa l’ “innaturalità” del latte vaccino: l’uomo è l’unica specie che si nutre di latte anche in età adulta, per di più di latte prodotto da un altro mammifero.

Quindi latte sì o latte no? E in quest’ultimo caso, con cosa sostituirlo?

PRO
Il latte è un alimento nutriente e completo. Se intero infatti apporta zuccheri, proteine, grassi, colesterolo, vitamina A, vitamina D, calcio, fosforo.

Lo zucchero contenuto nel latte è il lattosio, costituito dall’unione di una molecola di glucosio e una di galattosio. Il lattosio da problemi a diverse persone proprio perchè prive dell’enzima lattasi, l’unico capace di scinderlo nelle due componenti.

Le proteine sono per l’80% caseine e per il restante 20% proteine del siero del latte e sono tutte di alto valore biologico.

I grassi sono soprattutto saturi, con una quota minore di monoinsaturi, e colesterolo.

Notevole l’apporto di calcio, per lo più facilmente assorbibile dall’organismo, utile se non indispensabile per raggiungere la quota giornaliera raccomandata di 1 – 1,2 g al giorno.

Il processo di scrematura, oltre a rimuovere i grassi abbatte anche la quantità di vitamine A e D, che essendo liposolubili si trovano proprio nel grasso. Proteine, zuccheri e minerali invece rimangono inalterati. Quindi se parzialmente scremato o ancora meglio scremato, il latte è un alimento che va bene anche per chi ha problemi di colesterolo alto, ma le vitamine andranno prese da altre fonti.

Ultimo ma non meno importante, se tollerato un bicchiere di latte caldo prima di dormire può davvero aiutare a rilassarsi e a prendere sonno in caso di insonnia o nervosismo. Sembra che quest’azione calmante abbia poco a che fare con le sue qualità nutrizionali, bensì con la sfera emotiva.

CONTRO
Per chi riesce a digerire il lattosio, le proteine del latte provocano il rilascio di insulina nel sangue anche se non fanno aumentare la glicemia. Non solo, ma innalzano i valori ematici di un fattore di crescita indispensabile per l’accrescimento e lo sviluppo del bambino, chiamato IGF-1 (insulin growth factor-1). Purtroppo alti valori ematici di IGF-1 sono associati ad alcuni tipi di tumore, inoltre chi ha disturbi legati ad incrementi di insulina dovrebbe limitare il consumo di latticini, oltre che di zuccheri e farine raffinate (vedi anche: https://voletevibelli.it/zucchero-come-ridurlo-facilmente/).

Infine, dato l’apporto di colesterolo e grassi saturi, per chi ha problemi di colesterolo alto è consigliabile preferire latte scremato o parzialmente scremato a quello intero.

FONTI ALTERNATIVE DI CALCIO
se per qualsiasi motivo vuoi ridurre il consumo di latte e latticini o se sei intollerante al lattosio/allergico alle proteine del latte, ci sono altri alimenti che possono aiutarti a raggiungere quei 1000 mg raccomandati di calcio per la popolazione. La fonte di calcio più incisiva è l’acqua, perchè oltre a contenere calcio in forma facilmente assimilabile, ne beviamo grandi quantità ogni giorno. Un’acqua con un buon contenuto di calcio dovrebbe contenerne intorno ai 300 mg/Lt.

I vari tipi di latte di origine vegetale che si trovano al supermercato sono spesso addizionati di Sali di calcio, risolvendo così il problema di possibili carenze.

Tra gli alimenti invece vi sono i semi di sesamo, le mandorle, la frutta disidratata, i broccoli e i cavolfiori. I semi andrebbero “attivati”, o meglio andrebbero tostati o lasciati in ammollo a lungo e poi asciugati al sole o in forno a calore moderato per neutralizzare la presenza di acido fitico, un composto che lega i minerali e ne impedisce l’assorbimento da parte dell’intestino. Per lo stesso motivo è meglio non associare alimenti integrali, ricchi anch’essi di acido fitico, a queste fonti di calcio.

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