trapianto-capelliDi calvizie o diradamento dei capelli, in Italia è affetto circa l’80% della popolazione maschile e il 35% di quella femminile; quest’ultima destinata a toccare il 50% , una volta varcata la soglia della menopausa.
Il trapianto di capelli, o meglio, l’autotrapianto, è un intervento chirurgico che consente di rinfoltire le aree glabre con capelli propri.
L’intervento consiste nel prelevare follicoli attivi dalla nuca del paziente stesso, zona geneticamente non soggetta a perdita di capelli, per trasferirli in quelle colpite da diradamento.
Di fatto rappresenta l’unico trattamento realmente efficace se si vogliono rimpiazzare i capelli in quelle aree dove ormai i bulbi hanno smesso d’essere attivi.
Sempre le statistiche ci dicono di come sia in aumento il numero di coloro che non rassegnandosi alla pelata, (spesso causa di grave disagio psicologico), decidono di correre ai ripari affidandosi alle mani di un medico implantologo.
Le moderne tecniche di trapianto di capelli risalgono alla metà degli anni 50.
In passato, le cicatrici evidenti e l’assetto innaturale dei capelli, con esiti palesemente artificiosi, erano, nei pazienti, causa d’insoddisfazione e perfino d’imbarazzo.
La tecnica impiegata prevedeva, difatti, il prelievo di un lembo di cuoio capelluto che veniva segmentato in minuscole parti onde poter ricreare i capelli nelle aree glabre. Una volta ricresciuti, tuttavia, si assisteva alla comparsa di veri e propri ciuffetti (il cosiddetto effetto a bambola), privi di naturalezza e poco gradevoli a vedersi.
Le moderne metodiche in qualche modo hanno rimediato a un simile inconveniente.
Attualmente l’autotrapianto di capelli prevede due tecniche, entrambe valide se rapportate alle singole esigenze e alle aspettative del paziente: la F.U.T. e la F.U.E.

F.U.T. e F.U.E. a confronto

Entrambe le tecniche utilizzano piccoli gruppi di capelli chiamati unità follicolari (UF), ciascun gruppo contenente da 1 a 4 capelli.
La differenza fondamentale consiste nella modalità di prelievo delle unità follicolari.
L’autotrapianto F.U.T. si avvale del prelievo dalla zona donatrice (la regione occipitale o nuca che dir si voglia), di una striscia di cuoio capelluto contenente i follicoli capillari che verranno successivamente estratti.
Nell’autotrapianto F.U.E. le singole unità follicolari sono prelevate direttamente dal cuoio capelluto.
Quale sia il metodo migliore è arduo da stabilire, entrambi presentando vantaggi e svantaggi.
La tecnica F.U.T. offre un maggior numero di capelli trapiantabili e una più alta percentuale di attecchimento, non richiede la rasatura completa del cuoio capelluto, è attuabile con ogni tipo di capello e cute e lascia un’unica sottile cicatrice facile da occultare.
E ancora, l’intervento ha una durata di 4-5 ore ed è effettuato in un sol giorno.
Per contro richiede notevole esperienza da parte del chirurgo e della sua equipe e i costi sono alquanto elevati.
La tecnica F.U.E. ha costi di poco inferiori e non necessita di operatori di grande esperienza.
Tuttavia non è applicabile per ogni tipologia di capello e cuoio capelluto, ha una percentuale di attecchimento minore e lascia molte cicatrici che, sebbene piccolissime, divengono visibili se il paziente si rasa i capelli.
L’intervento necessita inoltre di maggior tempo tanto che, non di rado, serviranno due giorni consecutivi per portarlo a compimento.
Ogni seduta, difatti, potrà protrarsi anche per 7-8 ore.
Spetterà al paziente, in base alle sue esigenze e di concerto col chirurgo, optare per l’una o l’altra soluzione.

Il trapianto di capelli F.U.T. (Follicular Unit Transplantation, ovvero trapianto di unità follicolari)

La tecnica di autotrapianto F.U.T. fu ideata dal medico giapponese Okuda nel 1939, quindi perfezionata vent’anni dopo dal dermatologo americano Norman Orentreich.
Con gli anni, i medici che se ne sono serviti, hanno apportato numerose migliorie perlopiù finalizzate a una maggior naturalezza del risultato.

Il trapianto F.U.T. è ancora oggi una tecnica assai diffusa.
Si esegue preferibilmente in ambito ospedaliero e richiede l’anestesia locale e una blanda sedazione praticate da un medico anestesista.
La procedura consiste nel prelevare dalla regione occipitale, che poi sarà suturata, una striscia di cuoio capelluto contenente all’incirca 3.000-4000 bulbi.
Un tale intervento non lascia segni visibili sulla nuca, poiché la sottile cicatrice sarà ricoperta dalla crescita dei capelli.
La striscia di cuoio capelluto asportata sarà quindi suddivisa, tramite l’ausilio di stereomicroscopi ottici, in migliaia di unità follicolari da 1,2,3 o 4 bulbi.
Gli innesti così ottenuti saranno quindi posizionati tramite microincisioni praticate con uno speciale ago o bisturi, nelle aree destinate al rinfoltimento.
I bulbi singoli in genere sono utilizzati per coprire la zona frontale, essendo quella esteticamente più esposta.

Trapianto di capelli F.U.T : intervento e convalescenza

La durata dell’intervento varia da 3 a 5 ore e dipende dal numero degli innesti necessari.
Dopo l’intervento il paziente potrà avvertire una sensazione di gonfiore del cuoio capelluto come pure di perdita di sensibilità, in genere tendenti a scomparire nel giro d’una settimana.
I capelli potranno essere lavati, seppure con cautela, già dopo qualche giorno.
I punti di sutura nelle zone del prelievo si riassorbiranno spontaneamente, come spontaneo sarà il distacco delle crosticine presenti alla base dei bulbi trapiantati.
Dopo l’intervento sarà fissata una benda elastica attorno alla nuca, mentre non si renderà necessaria alcuna medicazione e il paziente potrà tornare alle consuete attività in breve tempo.
Su indicazione del chirurgo l’area dell’intervento potrà essere cosparsa di un disinfettante a base di iodio così da creare una pellicola protettiva.

Trapianto di capelli F.U.T: ricrescita

Non è possibile prevedere quando comincerà la ricrescita delle unità follicolari.
La crescita dei capelli potrebbe avere inizio dopo alcune settimane come pure dopo mesi, dal momento che la velocità di ricrescita non è la stessa per tutti.
Ciò significherà che in alcuni pazienti i risultati si vedranno dopo appena 6 mesi dall’intervento mentre per altri potrebbe volerci un anno e più.

C’è da dire che durante la seconda o terza settimana dall’intervento, la maggior parte dei capelli trapiantati saranno soggetti a caduta. Questo evento, in apparenza preoccupante, in realtà non dovrà impensierire minimamente il paziente, trattandosi di un evento usuale che si verifica nella quasi totalità dei casi, ed è dovuto a un ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.
Nei successivi 3-6 mesi, difatti, avrà inizio la ricrescita di nuovi capelli, stavolta sani e vigorosi.
Un nuovo rinfoltimento, qualora necessario, potrà essere eseguito non prima di sei mesi dal precedente.
Occorre, in ogni caso, avere cura dei capelli restanti, preservandone salute e vitalità in prospettiva d’eventuali futuri trapianti.

Trapianto capelli: tecnica F.U.E.

La seconda tecnica, detta F.U.E. (Follicular Unit Extraction, ovvero Estrazione di Unità Follicolari), poco invasiva, prevede l’estrazione delle singole unità follicolari senza necessità di praticare tagli sulla nuca.
Se con la prima tecnica si ottengono numerose unità follicolari da impiantare in un’unica seduta, con la seconda, le unità follicolari prelevabili sono notevolmente inferiori (ciascuna unità follicolare può contenere da 1 a 4 follicoli).
Tale tecnica consente di ottenere un risultato più naturale dato che, oltre al temuto effetto “a bambola”, evita un altro problema tipico degli autotrapianti tradizionali, ovvero la cicatrice sulla nuca.
Le unità follicolari, in questo caso, sono prelevate una per volta dal cuoio capelluto della zona occipitale tramite un particolare bisturi cilindrico cavo detto punch, quindi trapiantati direttamente nell’area da rinfoltire.

Autotrapianto capelli F.U.E.: convalescenza

La durata dell’intervento dipenderà dal numero degli innesti necessari.
I capelli potranno essere sottoposti a (cauto) lavaggio già a pochi giorni dall’intervento e nel corso delle prime settimane si noterà un aumentato ricambio di capelli.
Le crosticine alla base dei bulbi trapiantati si staccheranno spontaneamente.
Generalmente dopo l’intervento non occorrono medicazioni, sicché il paziente potrà tornare alle consuete attività in breve tempo.
Su indicazione del chirurgo l’area dell’intervento potrà tuttavia essere cosparsa con un disinfettante così da creare una sorta di pellicola protettiva.

Trapianto di capelli F.U.E.: ricrescita

Nei giorni successivi all’intervento, nella maggior parte dei soggetti l’area interessata presenterà lievi gonfiori ed eritemi, nonché grumi di sangue nelle zone d’incisione anch’essi destinati a scomparire del tutto nel giro d’una settimana.
La rimozione dei punti avverrà intorno al decimo giorno.
Intorno alla terza settimana dall’intervento si assisterà alla caduta dei capelli trapiantati. Evento come già detto, suscitante apprensione, ma assolutamente nella norma.
Durante le settimane successive, difatti, il paziente potrà notare nuovi, seppur sottili capelli, spuntare nelle aree trattate. Tale fase di nuova crescita durerà in media tre mesi. Fra il quinto e il sesto mese si potrà finalmente parlare di ricrescita consistente.
I nuovi capelli raggiungeranno una lunghezza oscillante fra i cinque e i sette centimetri, mentre il fusto progressivamente inizierà a ispessirsi.
Il processo d’allungamento e ispessimento proseguirà sino al termine della fase di ricrescita (un anno e talora anche più, dall’intervento).
I capelli innestati avranno una crescita regolare, in tutto simile a quelli naturali e, come tali, andranno trattati lavandoli, pettinandoli e lasciandoli crescere fino alla lunghezza desiderata.

Di solito una seduta è sufficiente a rinfoltire adeguatamente le aree che lo richiedono. I risultati comunque differiranno secondo il tipo di calvizie, del sesso del paziente e della quantità di bulbi che la zona donatrice sarà in grado d’offrire.
Occorre, tuttavia, tener presente che se la zona donatrice non dovesse fornire un numero bastante di unità follicolari, per un risultato ottimale potrebbe rendersi indispensabile un nuovo intervento.

Trapianto capelli metodo H.S.D. (Hair Surgery Division)

Esiste una variante del metodo F.U.E. chiamata H.S.D.
Il metodo H.S.D. consiste in un’innovativa procedura poco invasiva che prevede l’estrazione di singole unità follicolari dalla zona donatrice, utilizzando il Trilix, un piccolo bisturi circolare che consente microincisioni tanto impercettibili da non lasciar segni.
Ciò comporta un risultato ben più naturale rispetto a quello ottenibile con altri metodi.
Il trapianto di capelli col metodo H.S.D. tuttavia potrà essere eseguito solo su pazienti che mostrino un buon compromesso tra la quantità di capelli presenti nell’area donatrice e l’estensione dell’area ricevente.
Con la tecnica microchirurgica HSD il trapianto pilifero, oltre che sul capo, può essere eseguito anche in altre aree del corpo quali le sopracciglia, il torace, il pube, nonché nella zona delle guance e del mento allo scopo di rinfoltire la barba.

Trapianto di capelli : controindicazioni

Il paziente ideale generalmente è un individuo in buona salute, con un diradamento oramai stabilizzato e con sufficiente disponibilità di bulbi nell’area occipitale.
Non esistono tuttavia particolari controindicazioni all’autotrapianto di capelli se si escludono gravi patologie.
Ad ogni modo prima dell’intervento andrà eseguita una serie di esami clinici come per qualsiasi intervento chirurgico.
A sconsigliare l’intervento, piuttosto, possono essere eventuali aspettative poco realistiche del paziente.

Trapianto di capelli :costi

I costi di una seduta di autotrapianto di capelli di solito variano da 3.000 e 7.000 euro, in base al numero di capelli trapiantati, al tipo di tecnica usata, alla durata dell’intervento e alla sua complessità, al compenso del chirurgo e dei suoi assistenti, nonché alla struttura in cui viene effettuata.

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